TEATRO DELL'OPERA LIVORNO  
 
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Rigoletto
Lunedì 11 gennaio 2010
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Teatro Excelsior - Empoli
La Traviata "Opera in Fabula"
Venerdì 25 giugno 2010
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Fortezza Vecchia - Livorno
Messa di Gloria
Martedì 07 dicembre 2010
ore 21.30
Teatro Goldoni - Livorno
Andrea Chénier
Sabato 07 maggio 2011
ore 21.00
Teatro Politeama - Cascina
Dido and Æneas
Venerdì 13 maggio 2011
Domenica 15 maggio 2011
Sala Spettacolo - Collesalvetti
Cavalleria rusticana
Giovedì 04 agosto 2011
ore 21,30
Piazza Machiavelli - Montespertoli (FI)
Messa di Gloria
Sabato 17 dicembre 2011
18.00
Duomo - Livorno
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IL PROGETTO
L'intervista a: D'Alesio
D'Alesio
 

Sinceramente, qual' è oggi il reale significato di orchestra, o meglio, qual'è la peculiarità che può distinguerla, quando all'interno della stessa gravita un numero di musicisti che puntualmente si sposta da una formazione all'altra?

Fino dalla sua creazione la nostra orchestra, nata con la denominazione "Orchestra Amedeo Modigliani", ha avuto l'intenzione di accogliere e raccogliere musicisti prevalentemente livornesi o limitrofi allo scopo di diventare un punto di riferimento e un gruppo in cui continuare a formarsi. Questo è avvenuto sebbene solo in parte e la riconoscibilità e l'affidabilità soprattutto di alcune sezioni è sempre stata una nostra prerogativa.
Ma si sa, l'esigenza di doversi creare un circuito di orchestre per "farsi conoscere" porta talvolta gli strumentisti, specie gli archi, a spostarsi da un gruppo all'altro. Eccezion fatta per le orchestre “stabili”, che in Toscana sono due, entrambe fiorentine, le altre formazioni possono fornire soltanto tipologie di lavoro saltuario. Crediamo che la nostra orchestra possa identificarsi prima di tutto con l’organizzazione e in secondo luogo con la presenza di una parte di organico riconoscibile che arrivi a plasmare un proprio suono e una propria personalità.

Su quante giornate di prova sono organizzate le produzioni del Teatro dell'Opera e quante quelle per i teatri stabili?

Generalmente variano da tre a quattro giornate, compresa una prova di assestamento il giorno stesso della recita.
Nei teatri stabili si hanno periodi mediamente di 7 o 10 giorni anche per opere di repertorio.

Le orchestra vivono un grande periodo di crisi, alcune minacciano la chiusura; provvedimenti che adotterebbe nell'immediato...

Le orchestre dovrebbero semplicemente suonare di più. I musicisti, specie quelli delle Fondazioni Liriche sono spesso troppo legati da sistemi di tutela burocratica e sindacale che impediscono questo. Bisogna recuperare la passione e l'amore per questa meravigliosa professione e avere il coraggio di andare anche contro certi sistemi se si vuol sentire la differenza tra qualità e quantità. La mia esperienza di orchestrale mi ha portato a considerare più dinamiche e entusiasmanti le orchestre meno burocratizzate. Il diritto e il dovere sono sacrosanti ma se manca il piacere il nostro lavoro non funziona. Ecco, io ripartirei da questo.

Quanto conta l'insegnamento e la pratica orchestrale già dal periodo dei primi corsi di studio?

Moltissimo. La musica d'insieme è un momento insostituibile di crescita musicale, critica e di socializzazione. Si dovrebbe iniziare fin da subito a far partecipare i giovanissimi alla pratica d'orchestra. A Livorno, all'Istituto Mascagni, esisteva una delle pochissime e primissime classi di esercitazioni orchestrali fin dagli anni settanta che è stata uno strumento efficacissimo per la formazione del futuro musicista. Merito della lungimiranza dell'allora direttore Cesare Chiti e dei docenti Massimo De Bernart e Lorenzo Parigi.

Una triste scelta: o lascia il ruolo di primo clarinetto o quello di responsabile d'orchestra...

Spero di essere all'altezza di continuare a sostenere entrambi i ruoli con la passione che ho sempre dimostrato. Ho sostenuto il ruolo di responsabile orchestra in altri teatri senza suonare e non nascondo che un po' di sofferenza l'ho provata. Ma qui mi sento "a casa" e finchè potrò non rinuncerò ad entrambi i ruoli.

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